Piano d’azione nazionale per la cattura e l’abbattimento e il destino delle carcasse di cinghiali nelle zone indenni da PSA 2026-2028

Il nuovo Piano d’azione nazionale per la gestione dei cinghiali 2026-2028, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, mira a una significativa riduzione della popolazione di cinghiali per contrastare la Peste Suina Africana (PSA) (p. 2).
 
Per i cacciatori, le principali novità sono:
 
  • Aumento degli abbattimenti: L’obiettivo nazionale per il primo anno (maggio 2026-aprile 2027) è fissato a 416.000 capi, con un incremento del 20% rispetto alla media del biennio precedente (p. 9).
  • Priorità ai metodi selettivi e di controllo: Il Piano incentiva l’uso della caccia di selezione e delle attività di controllo, prevedendo un aumento di circa il 40% dei capi abbattibili con questi metodi (p. 9).
  • Flessibilità operativa: Le attività di controllo possono svolgersi durante tutto l’anno, senza limitazioni di giorni o orari, incluse le ore notturne, e in diverse aree, comprese quelle urbane e protette (pp. 4-5).
  • Strumentazione consentita: È autorizzato l’uso di fucili con ottiche di mira, anche termiche, trappole per la cattura selettiva, e, in contesti urbani, l’arco (p. 5).
  • Formazione: L’ordinanza prevede formazione e informazione specifiche per cacciatori e agricoltori.
  • Validità e revisione: Il Piano ha una validità triennale, ma gli obiettivi di prelievo saranno aggiornati annualmente in base ai risultati ottenuti e alle criticità regionali (pp. 4, 9).
     
Il piano si applica su tutto il territorio nazionale indenne da PSA, esclusa la Sardegna.
 
I dati specifici per la Regione Sicilia contenuti nel Piano d’azione nazionale 2026-2028 sono i seguenti:
 
Inquadramento e Criticità
  • Classe di criticità complessiva: La Sicilia ha un valore di 8, che la colloca in una fascia di criticità medio-bassa rispetto ad altre regioni italiane (p. 7).
  • Dettaglio dei punteggi di criticità:
    • Numero capi suini detenuti: Classe 3 (tra 50.001 e 100.000 capi) (pp. 6-7).
    • Numero allevamenti: Classe 2 (tra 1.001 e 4.000 allevamenti) (pp. 6-7).
    • Danni agricoli (media 2022-2023): Classe 3 (tra 200.001 € e 500.000 €) (pp. 6-7).
    • Situazione PSA: Classe 0 (assente al momento della redazione) (p. 7).
 
Storico Prelievi (Biennio 2022-2024)
 
I dati siciliani riferiti a questo periodo sono indicati come stime basate sul biennio precedente (1° febbraio 2022 – 31 gennaio 2024) (p. 8):
  • Media prelievi complessivi: 6.264 capi (p. 8).
  • Caccia collettiva: 4.064 capi (p. 8).
  • Caccia di selezione: 0 capi (dato dichiarato) (p. 8).
  • Attività di controllo: 2.200 capi (p. 8).
 
Obiettivi per la Prima Annualità (Maggio 2026 – Aprile 2027)
Il nuovo piano prevede un incremento sostanziale degli abbattimenti rispetto al passato (p. 9):
  • Obiettivo prelievo complessivo: 11.000 capi (p. 9).
  • Ripartizione proposta:
    • Caccia in braccata, girata e a singolo: 7.000 capi (p. 9).
    • Caccia di selezione: 1.000 capi (p. 9).
    • Attività di controllo: 3.000 capi (p. 9).

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Il lavoro da remoto: opportunità e sfide di una nuova normalità

Negli ultimi anni il lavoro da remoto è passato da soluzione di nicchia a realtà quotidiana per milioni di persone. Complice l’evoluzione tecnologica e i cambiamenti nelle abitudini lavorative, sempre più aziende stanno ripensando il concetto tradizionale di ufficio, aprendo la strada a modelli più flessibili.

Uno dei principali vantaggi del lavoro da remoto è la possibilità di conciliare meglio vita professionale e personale. Eliminare o ridurre gli spostamenti casa-lavoro consente di risparmiare tempo, diminuire lo stress e, in molti casi, aumentare la produttività. Inoltre, le aziende possono attingere a un bacino di talenti più ampio, senza limiti geografici.

Tuttavia, questa modalità di lavoro non è priva di difficoltà. L’assenza di interazioni faccia a faccia può generare un senso di isolamento e rendere più complessa la collaborazione tra colleghi. La comunicazione, affidata quasi esclusivamente a strumenti digitali, richiede nuove competenze e una maggiore attenzione per evitare incomprensioni.

Un’altra sfida riguarda il confine tra lavoro e tempo libero. Lavorare da casa può portare a una sovrapposizione dei due ambiti, con il rischio di orari dilatati e difficoltà nel “disconnettersi”. Per questo motivo, molte aziende stanno introducendo linee guida chiare e promuovendo una cultura basata sulla fiducia e sul rispetto dei tempi personali.

Guardando al futuro, il lavoro da remoto sembra destinato a rimanere, spesso in forma ibrida. La chiave del successo sarà trovare un equilibrio tra flessibilità, benessere dei lavoratori ed efficacia organizzativa. In questo scenario in continua evoluzione, adattabilità e comunicazione saranno elementi fondamentali per trasformare una sfida in un’opportunità duratura.

Cervo

⇒ SPECIE CACCIABILE

Nome Comune
Allodola

Nome scientifico
Alauda arvensis
(Ordine Passeriformi)

Dimensioni

Lunghezza 16-18cm
Peso 35-45 gr
Apertura alare 36 cm

Caratteristiche distintive

Ha un piumaggio bruno scuro con striature nere nella parte superiore, mentre il ventre e il sottocoda sono bianchi con sfumature gialle. Fortemente caratteristico è il ciuffo erettile, che mostra se allarmata. Altra caratteristica tipica è l’unghia dell’alluce molto allungata che viene usata nei combattimenti per la difesa del territorio di nidificazione.

Differenza tra i sessi

I due sessi sono difficilmente distinguibili. Il maschio, leggermente più grosso, ha la gola piatta, una macchia nera al centro della coda e uno sperone più lungo rispetto alla femmina.

Abitudini

L’allodola è un uccello gregario che vive piccoli branchi. Ha un volo potente e ondulato piuttosto caratteristico, in cui alterna battiti d’ala a chiusure d’ala. Vola spesso oltre i 100 metri da terra per poi scendere ad ali chiuse verso il terreno, dove trova riparo e alimentazione nelle grandi estensioni cerealicole, alternate a pascoli e prati.
E’ un uccello terragnolo (raramente si posa sugli alberi e nidifica a terra), tant’è che nel sud Italia è conosciuta con il nome di “terragnola”. A terra cammina e saltella agilmente tenendo il corpo in posizione orizzontale.

Alimentazione

L’allodola ha una alimentazione granivora e insettivora. Prevalentemente si ciba di semi di piante selvatiche o coltivate, di germogli e di foglie ma durante il periodo riproduttivo arricchisce la dieta con insetti e larve.

Riproduzione

Durante il periodo riproduttivo, che inizia ad aprile, il maschio compie una vera e propria parata nuziale volando sopra il territorio della cova fino ai 150 metri di altitudine con voli a spirale per poi discendere in ampi cerchi. A terra il maschio corteggia la compagna girandole attorno con un’ala cascante, tenendo erette le piume della testa e del collo e la coda spiegata. La femmina, che costruisce il nido da sola, nidifica in una depressione del terreno, covando dalle 3 alle 6 uova per 11-12 giorni, e solitamente effettua 2-3 covate all’anno. I piccoli, nutriti anche dal maschio, sono capaci di volare dopo circa 3 settimane dalla nascita e abbandonano il nido dopo 9-10 giorni.

Habitat, Distribuzione e Migrazione

L’allodola predilige gli habitat aperti e ha una forte associazione con tutti i tipi di terreni agricoli, ma non è insolito trovarla in prati, pascoli, steppe, marcite, dune e anche in ampie radure forestali.
La specie è distribuita come nidificante in Europa, Africa nord-occidentale e Asia. Le popolazioni del nord e dell’est Europa in autunno compiono breve migrazioni verso l’Europa meridionale e il Nordafrica per poi ritornare alla fine dell’inverno ai luoghi di nidificazione.
In Italia la specie è residente ed in parte erratica: le popolazioni del nord Europa sono di passo in ottobre-novembre ed in marzo-aprile.

Popolazione e Conservazione

In Europa, si stima una popolazione nidificante di 88.700.000-158.000.000 individui (circa il 30% della popolazione mondiale). Dopo le segnalazioni negli ultimi decenni di cali regionali, la popolazione europea è considerata in declino, sopratutto a causa della intensificazione agricola. Recenti ricerche indicano che le principali cause del declino sono i cambiamenti nella gestione dei pascoli, le moderne tecniche di coltivazione dei cereali (che riducono le opportunità di nidificazione e foraggiamento) e l’uso massiccio di pesticidi ed erbicidi.
Per questo sono richieste misure di conservazione su vasta scala, che includono il mantenimento della diversità delle colture, la riduzione nell’uso di fertilizzanti, diserbanti e pesticidi e il mantenimento delle stoppie durante l’inverno. Nel Regno Unito, si è constatato che il taglio e la coltivazione delle terre messe a riposo deve essere ritardata fino a luglio per evitare di distruggere i nidi.

Caccia all’allodola

L’allodola si caccia prevalentemente da appostamento, nei mesi di ottobre e novembre, con richiami vivi, specchietti e civette. Meno praticata in Italia, ma comunque affascinante è la caccia vagante al salto o alla “borrita”.

Muflone

⇒ SPECIE CACCIABILE

Nome Comune
Allodola

Nome scientifico
Alauda arvensis
(Ordine Passeriformi)

Dimensioni

Lunghezza 16-18cm
Peso 35-45 gr
Apertura alare 36 cm

Caratteristiche distintive

Ha un piumaggio bruno scuro con striature nere nella parte superiore, mentre il ventre e il sottocoda sono bianchi con sfumature gialle. Fortemente caratteristico è il ciuffo erettile, che mostra se allarmata. Altra caratteristica tipica è l’unghia dell’alluce molto allungata che viene usata nei combattimenti per la difesa del territorio di nidificazione.

Differenza tra i sessi

I due sessi sono difficilmente distinguibili. Il maschio, leggermente più grosso, ha la gola piatta, una macchia nera al centro della coda e uno sperone più lungo rispetto alla femmina.

Abitudini

L’allodola è un uccello gregario che vive piccoli branchi. Ha un volo potente e ondulato piuttosto caratteristico, in cui alterna battiti d’ala a chiusure d’ala. Vola spesso oltre i 100 metri da terra per poi scendere ad ali chiuse verso il terreno, dove trova riparo e alimentazione nelle grandi estensioni cerealicole, alternate a pascoli e prati.
E’ un uccello terragnolo (raramente si posa sugli alberi e nidifica a terra), tant’è che nel sud Italia è conosciuta con il nome di “terragnola”. A terra cammina e saltella agilmente tenendo il corpo in posizione orizzontale.

Alimentazione

L’allodola ha una alimentazione granivora e insettivora. Prevalentemente si ciba di semi di piante selvatiche o coltivate, di germogli e di foglie ma durante il periodo riproduttivo arricchisce la dieta con insetti e larve.

Riproduzione

Durante il periodo riproduttivo, che inizia ad aprile, il maschio compie una vera e propria parata nuziale volando sopra il territorio della cova fino ai 150 metri di altitudine con voli a spirale per poi discendere in ampi cerchi. A terra il maschio corteggia la compagna girandole attorno con un’ala cascante, tenendo erette le piume della testa e del collo e la coda spiegata. La femmina, che costruisce il nido da sola, nidifica in una depressione del terreno, covando dalle 3 alle 6 uova per 11-12 giorni, e solitamente effettua 2-3 covate all’anno. I piccoli, nutriti anche dal maschio, sono capaci di volare dopo circa 3 settimane dalla nascita e abbandonano il nido dopo 9-10 giorni.

Habitat, Distribuzione e Migrazione

L’allodola predilige gli habitat aperti e ha una forte associazione con tutti i tipi di terreni agricoli, ma non è insolito trovarla in prati, pascoli, steppe, marcite, dune e anche in ampie radure forestali.
La specie è distribuita come nidificante in Europa, Africa nord-occidentale e Asia. Le popolazioni del nord e dell’est Europa in autunno compiono breve migrazioni verso l’Europa meridionale e il Nordafrica per poi ritornare alla fine dell’inverno ai luoghi di nidificazione.
In Italia la specie è residente ed in parte erratica: le popolazioni del nord Europa sono di passo in ottobre-novembre ed in marzo-aprile.

Popolazione e Conservazione

In Europa, si stima una popolazione nidificante di 88.700.000-158.000.000 individui (circa il 30% della popolazione mondiale). Dopo le segnalazioni negli ultimi decenni di cali regionali, la popolazione europea è considerata in declino, sopratutto a causa della intensificazione agricola. Recenti ricerche indicano che le principali cause del declino sono i cambiamenti nella gestione dei pascoli, le moderne tecniche di coltivazione dei cereali (che riducono le opportunità di nidificazione e foraggiamento) e l’uso massiccio di pesticidi ed erbicidi.
Per questo sono richieste misure di conservazione su vasta scala, che includono il mantenimento della diversità delle colture, la riduzione nell’uso di fertilizzanti, diserbanti e pesticidi e il mantenimento delle stoppie durante l’inverno. Nel Regno Unito, si è constatato che il taglio e la coltivazione delle terre messe a riposo deve essere ritardata fino a luglio per evitare di distruggere i nidi.

Caccia all’allodola

L’allodola si caccia prevalentemente da appostamento, nei mesi di ottobre e novembre, con richiami vivi, specchietti e civette. Meno praticata in Italia, ma comunque affascinante è la caccia vagante al salto o alla “borrita”.

Muflone

⇒ SPECIE CACCIABILE

Nome Comune
Allodola

Nome scientifico
Alauda arvensis
(Ordine Passeriformi)

Dimensioni

Lunghezza 16-18cm
Peso 35-45 gr
Apertura alare 36 cm

Caratteristiche distintive

Ha un piumaggio bruno scuro con striature nere nella parte superiore, mentre il ventre e il sottocoda sono bianchi con sfumature gialle. Fortemente caratteristico è il ciuffo erettile, che mostra se allarmata. Altra caratteristica tipica è l’unghia dell’alluce molto allungata che viene usata nei combattimenti per la difesa del territorio di nidificazione.

Differenza tra i sessi

I due sessi sono difficilmente distinguibili. Il maschio, leggermente più grosso, ha la gola piatta, una macchia nera al centro della coda e uno sperone più lungo rispetto alla femmina.

Abitudini

L’allodola è un uccello gregario che vive piccoli branchi. Ha un volo potente e ondulato piuttosto caratteristico, in cui alterna battiti d’ala a chiusure d’ala. Vola spesso oltre i 100 metri da terra per poi scendere ad ali chiuse verso il terreno, dove trova riparo e alimentazione nelle grandi estensioni cerealicole, alternate a pascoli e prati.
E’ un uccello terragnolo (raramente si posa sugli alberi e nidifica a terra), tant’è che nel sud Italia è conosciuta con il nome di “terragnola”. A terra cammina e saltella agilmente tenendo il corpo in posizione orizzontale.

Alimentazione

L’allodola ha una alimentazione granivora e insettivora. Prevalentemente si ciba di semi di piante selvatiche o coltivate, di germogli e di foglie ma durante il periodo riproduttivo arricchisce la dieta con insetti e larve.

Riproduzione

Durante il periodo riproduttivo, che inizia ad aprile, il maschio compie una vera e propria parata nuziale volando sopra il territorio della cova fino ai 150 metri di altitudine con voli a spirale per poi discendere in ampi cerchi. A terra il maschio corteggia la compagna girandole attorno con un’ala cascante, tenendo erette le piume della testa e del collo e la coda spiegata. La femmina, che costruisce il nido da sola, nidifica in una depressione del terreno, covando dalle 3 alle 6 uova per 11-12 giorni, e solitamente effettua 2-3 covate all’anno. I piccoli, nutriti anche dal maschio, sono capaci di volare dopo circa 3 settimane dalla nascita e abbandonano il nido dopo 9-10 giorni.

Habitat, Distribuzione e Migrazione

L’allodola predilige gli habitat aperti e ha una forte associazione con tutti i tipi di terreni agricoli, ma non è insolito trovarla in prati, pascoli, steppe, marcite, dune e anche in ampie radure forestali.
La specie è distribuita come nidificante in Europa, Africa nord-occidentale e Asia. Le popolazioni del nord e dell’est Europa in autunno compiono breve migrazioni verso l’Europa meridionale e il Nordafrica per poi ritornare alla fine dell’inverno ai luoghi di nidificazione.
In Italia la specie è residente ed in parte erratica: le popolazioni del nord Europa sono di passo in ottobre-novembre ed in marzo-aprile.

Popolazione e Conservazione

In Europa, si stima una popolazione nidificante di 88.700.000-158.000.000 individui (circa il 30% della popolazione mondiale). Dopo le segnalazioni negli ultimi decenni di cali regionali, la popolazione europea è considerata in declino, sopratutto a causa della intensificazione agricola. Recenti ricerche indicano che le principali cause del declino sono i cambiamenti nella gestione dei pascoli, le moderne tecniche di coltivazione dei cereali (che riducono le opportunità di nidificazione e foraggiamento) e l’uso massiccio di pesticidi ed erbicidi.
Per questo sono richieste misure di conservazione su vasta scala, che includono il mantenimento della diversità delle colture, la riduzione nell’uso di fertilizzanti, diserbanti e pesticidi e il mantenimento delle stoppie durante l’inverno. Nel Regno Unito, si è constatato che il taglio e la coltivazione delle terre messe a riposo deve essere ritardata fino a luglio per evitare di distruggere i nidi.

Caccia all’allodola

L’allodola si caccia prevalentemente da appostamento, nei mesi di ottobre e novembre, con richiami vivi, specchietti e civette. Meno praticata in Italia, ma comunque affascinante è la caccia vagante al salto o alla “borrita”.

Daino

⇒ SPECIE CACCIABILE

Classe: Mammalia – Ordine: Artiodactyla – Famiglia: Cervidae

Descrizione: 140–160 cm, mantello maculato in estate, corna palmate nei maschi.

Habitat & Distribuzione: Boschi cedui; introdotto, stanziale in Sicilia.

Biologia & Alimentazione: Erbivoro; branaceae e foglie. Brama ottobre-novembre.

Note venatorie: Appostamento, gestione popolazione; prelievo selettivo.

Camoscio alpino

⇒ SPECIE CACCIABILE

Nome Comune
Allodola

Nome scientifico
Alauda arvensis
(Ordine Passeriformi)

Dimensioni

Lunghezza 16-18cm
Peso 35-45 gr
Apertura alare 36 cm

Caratteristiche distintive

Ha un piumaggio bruno scuro con striature nere nella parte superiore, mentre il ventre e il sottocoda sono bianchi con sfumature gialle. Fortemente caratteristico è il ciuffo erettile, che mostra se allarmata. Altra caratteristica tipica è l’unghia dell’alluce molto allungata che viene usata nei combattimenti per la difesa del territorio di nidificazione.

Differenza tra i sessi

I due sessi sono difficilmente distinguibili. Il maschio, leggermente più grosso, ha la gola piatta, una macchia nera al centro della coda e uno sperone più lungo rispetto alla femmina.

Abitudini

L’allodola è un uccello gregario che vive piccoli branchi. Ha un volo potente e ondulato piuttosto caratteristico, in cui alterna battiti d’ala a chiusure d’ala. Vola spesso oltre i 100 metri da terra per poi scendere ad ali chiuse verso il terreno, dove trova riparo e alimentazione nelle grandi estensioni cerealicole, alternate a pascoli e prati.
E’ un uccello terragnolo (raramente si posa sugli alberi e nidifica a terra), tant’è che nel sud Italia è conosciuta con il nome di “terragnola”. A terra cammina e saltella agilmente tenendo il corpo in posizione orizzontale.

Alimentazione

L’allodola ha una alimentazione granivora e insettivora. Prevalentemente si ciba di semi di piante selvatiche o coltivate, di germogli e di foglie ma durante il periodo riproduttivo arricchisce la dieta con insetti e larve.

Riproduzione

Durante il periodo riproduttivo, che inizia ad aprile, il maschio compie una vera e propria parata nuziale volando sopra il territorio della cova fino ai 150 metri di altitudine con voli a spirale per poi discendere in ampi cerchi. A terra il maschio corteggia la compagna girandole attorno con un’ala cascante, tenendo erette le piume della testa e del collo e la coda spiegata. La femmina, che costruisce il nido da sola, nidifica in una depressione del terreno, covando dalle 3 alle 6 uova per 11-12 giorni, e solitamente effettua 2-3 covate all’anno. I piccoli, nutriti anche dal maschio, sono capaci di volare dopo circa 3 settimane dalla nascita e abbandonano il nido dopo 9-10 giorni.

Habitat, Distribuzione e Migrazione

L’allodola predilige gli habitat aperti e ha una forte associazione con tutti i tipi di terreni agricoli, ma non è insolito trovarla in prati, pascoli, steppe, marcite, dune e anche in ampie radure forestali.
La specie è distribuita come nidificante in Europa, Africa nord-occidentale e Asia. Le popolazioni del nord e dell’est Europa in autunno compiono breve migrazioni verso l’Europa meridionale e il Nordafrica per poi ritornare alla fine dell’inverno ai luoghi di nidificazione.
In Italia la specie è residente ed in parte erratica: le popolazioni del nord Europa sono di passo in ottobre-novembre ed in marzo-aprile.

Popolazione e Conservazione

In Europa, si stima una popolazione nidificante di 88.700.000-158.000.000 individui (circa il 30% della popolazione mondiale). Dopo le segnalazioni negli ultimi decenni di cali regionali, la popolazione europea è considerata in declino, sopratutto a causa della intensificazione agricola. Recenti ricerche indicano che le principali cause del declino sono i cambiamenti nella gestione dei pascoli, le moderne tecniche di coltivazione dei cereali (che riducono le opportunità di nidificazione e foraggiamento) e l’uso massiccio di pesticidi ed erbicidi.
Per questo sono richieste misure di conservazione su vasta scala, che includono il mantenimento della diversità delle colture, la riduzione nell’uso di fertilizzanti, diserbanti e pesticidi e il mantenimento delle stoppie durante l’inverno. Nel Regno Unito, si è constatato che il taglio e la coltivazione delle terre messe a riposo deve essere ritardata fino a luglio per evitare di distruggere i nidi.

Caccia all’allodola

L’allodola si caccia prevalentemente da appostamento, nei mesi di ottobre e novembre, con richiami vivi, specchietti e civette. Meno praticata in Italia, ma comunque affascinante è la caccia vagante al salto o alla “borrita”.

Capriolo

⇒ SPECIE CACCIABILE

Nome Comune
Allodola

Nome scientifico
Alauda arvensis
(Ordine Passeriformi)

Dimensioni

Lunghezza 16-18cm
Peso 35-45 gr
Apertura alare 36 cm

Caratteristiche distintive

Ha un piumaggio bruno scuro con striature nere nella parte superiore, mentre il ventre e il sottocoda sono bianchi con sfumature gialle. Fortemente caratteristico è il ciuffo erettile, che mostra se allarmata. Altra caratteristica tipica è l’unghia dell’alluce molto allungata che viene usata nei combattimenti per la difesa del territorio di nidificazione.

Differenza tra i sessi

I due sessi sono difficilmente distinguibili. Il maschio, leggermente più grosso, ha la gola piatta, una macchia nera al centro della coda e uno sperone più lungo rispetto alla femmina.

Abitudini

L’allodola è un uccello gregario che vive piccoli branchi. Ha un volo potente e ondulato piuttosto caratteristico, in cui alterna battiti d’ala a chiusure d’ala. Vola spesso oltre i 100 metri da terra per poi scendere ad ali chiuse verso il terreno, dove trova riparo e alimentazione nelle grandi estensioni cerealicole, alternate a pascoli e prati.
E’ un uccello terragnolo (raramente si posa sugli alberi e nidifica a terra), tant’è che nel sud Italia è conosciuta con il nome di “terragnola”. A terra cammina e saltella agilmente tenendo il corpo in posizione orizzontale.

Alimentazione

L’allodola ha una alimentazione granivora e insettivora. Prevalentemente si ciba di semi di piante selvatiche o coltivate, di germogli e di foglie ma durante il periodo riproduttivo arricchisce la dieta con insetti e larve.

Riproduzione

Durante il periodo riproduttivo, che inizia ad aprile, il maschio compie una vera e propria parata nuziale volando sopra il territorio della cova fino ai 150 metri di altitudine con voli a spirale per poi discendere in ampi cerchi. A terra il maschio corteggia la compagna girandole attorno con un’ala cascante, tenendo erette le piume della testa e del collo e la coda spiegata. La femmina, che costruisce il nido da sola, nidifica in una depressione del terreno, covando dalle 3 alle 6 uova per 11-12 giorni, e solitamente effettua 2-3 covate all’anno. I piccoli, nutriti anche dal maschio, sono capaci di volare dopo circa 3 settimane dalla nascita e abbandonano il nido dopo 9-10 giorni.

Habitat, Distribuzione e Migrazione

L’allodola predilige gli habitat aperti e ha una forte associazione con tutti i tipi di terreni agricoli, ma non è insolito trovarla in prati, pascoli, steppe, marcite, dune e anche in ampie radure forestali.
La specie è distribuita come nidificante in Europa, Africa nord-occidentale e Asia. Le popolazioni del nord e dell’est Europa in autunno compiono breve migrazioni verso l’Europa meridionale e il Nordafrica per poi ritornare alla fine dell’inverno ai luoghi di nidificazione.
In Italia la specie è residente ed in parte erratica: le popolazioni del nord Europa sono di passo in ottobre-novembre ed in marzo-aprile.

Popolazione e Conservazione

In Europa, si stima una popolazione nidificante di 88.700.000-158.000.000 individui (circa il 30% della popolazione mondiale). Dopo le segnalazioni negli ultimi decenni di cali regionali, la popolazione europea è considerata in declino, sopratutto a causa della intensificazione agricola. Recenti ricerche indicano che le principali cause del declino sono i cambiamenti nella gestione dei pascoli, le moderne tecniche di coltivazione dei cereali (che riducono le opportunità di nidificazione e foraggiamento) e l’uso massiccio di pesticidi ed erbicidi.
Per questo sono richieste misure di conservazione su vasta scala, che includono il mantenimento della diversità delle colture, la riduzione nell’uso di fertilizzanti, diserbanti e pesticidi e il mantenimento delle stoppie durante l’inverno. Nel Regno Unito, si è constatato che il taglio e la coltivazione delle terre messe a riposo deve essere ritardata fino a luglio per evitare di distruggere i nidi.

Caccia all’allodola

L’allodola si caccia prevalentemente da appostamento, nei mesi di ottobre e novembre, con richiami vivi, specchietti e civette. Meno praticata in Italia, ma comunque affascinante è la caccia vagante al salto o alla “borrita”.