Allodola
⇒ SPECIE CACCIABILE
Nome Comune
Allodola
Nome scientifico
Alauda arvensis
(Ordine Passeriformi)
Dimensioni
Lunghezza 16-18cm
Peso 35-45 gr
Apertura alare 36 cm
Caratteristiche distintive
Ha un piumaggio bruno scuro con striature nere nella parte superiore, mentre il ventre e il sottocoda sono bianchi con sfumature gialle. Fortemente caratteristico è il ciuffo erettile, che mostra se allarmata. Altra caratteristica tipica è l’unghia dell’alluce molto allungata che viene usata nei combattimenti per la difesa del territorio di nidificazione.
Differenza tra i sessi
I due sessi sono difficilmente distinguibili. Il maschio, leggermente più grosso, ha la gola piatta, una macchia nera al centro della coda e uno sperone più lungo rispetto alla femmina.
Abitudini
L’allodola è un uccello gregario che vive piccoli branchi. Ha un volo potente e ondulato piuttosto caratteristico, in cui alterna battiti d’ala a chiusure d’ala. Vola spesso oltre i 100 metri da terra per poi scendere ad ali chiuse verso il terreno, dove trova riparo e alimentazione nelle grandi estensioni cerealicole, alternate a pascoli e prati.
E’ un uccello terragnolo (raramente si posa sugli alberi e nidifica a terra), tant’è che nel sud Italia è conosciuta con il nome di “terragnola”. A terra cammina e saltella agilmente tenendo il corpo in posizione orizzontale.
Alimentazione
L’allodola ha una alimentazione granivora e insettivora. Prevalentemente si ciba di semi di piante selvatiche o coltivate, di germogli e di foglie ma durante il periodo riproduttivo arricchisce la dieta con insetti e larve.
Riproduzione
Durante il periodo riproduttivo, che inizia ad aprile, il maschio compie una vera e propria parata nuziale volando sopra il territorio della cova fino ai 150 metri di altitudine con voli a spirale per poi discendere in ampi cerchi. A terra il maschio corteggia la compagna girandole attorno con un’ala cascante, tenendo erette le piume della testa e del collo e la coda spiegata. La femmina, che costruisce il nido da sola, nidifica in una depressione del terreno, covando dalle 3 alle 6 uova per 11-12 giorni, e solitamente effettua 2-3 covate all’anno. I piccoli, nutriti anche dal maschio, sono capaci di volare dopo circa 3 settimane dalla nascita e abbandonano il nido dopo 9-10 giorni.
Habitat, Distribuzione e Migrazione
L’allodola predilige gli habitat aperti e ha una forte associazione con tutti i tipi di terreni agricoli, ma non è insolito trovarla in prati, pascoli, steppe, marcite, dune e anche in ampie radure forestali.
La specie è distribuita come nidificante in Europa, Africa nord-occidentale e Asia. Le popolazioni del nord e dell’est Europa in autunno compiono breve migrazioni verso l’Europa meridionale e il Nordafrica per poi ritornare alla fine dell’inverno ai luoghi di nidificazione.
In Italia la specie è residente ed in parte erratica: le popolazioni del nord Europa sono di passo in ottobre-novembre ed in marzo-aprile.
Popolazione e Conservazione
In Europa, si stima una popolazione nidificante di 88.700.000-158.000.000 individui (circa il 30% della popolazione mondiale). Dopo le segnalazioni negli ultimi decenni di cali regionali, la popolazione europea è considerata in declino, sopratutto a causa della intensificazione agricola. Recenti ricerche indicano che le principali cause del declino sono i cambiamenti nella gestione dei pascoli, le moderne tecniche di coltivazione dei cereali (che riducono le opportunità di nidificazione e foraggiamento) e l’uso massiccio di pesticidi ed erbicidi.
Per questo sono richieste misure di conservazione su vasta scala, che includono il mantenimento della diversità delle colture, la riduzione nell’uso di fertilizzanti, diserbanti e pesticidi e il mantenimento delle stoppie durante l’inverno. Nel Regno Unito, si è constatato che il taglio e la coltivazione delle terre messe a riposo deve essere ritardata fino a luglio per evitare di distruggere i nidi.
Caccia all’allodola
L’allodola si caccia prevalentemente da appostamento, nei mesi di ottobre e novembre, con richiami vivi, specchietti e civette. Meno praticata in Italia, ma comunque affascinante è la caccia vagante al salto o alla “borrita”.
Colombaccio
⇒ SPECIE CACCIABILE
Classe: Aves – Ordine: Columbiformes – Famiglia: Columbidae
Descrizione: Colombaccio di grandi dimensioni, 40–42 cm, piumaggio grigio‑azzurro, collo con pettorina bianca e specchio alare bianco‑crema. Occhi rossi, becco giallo‑rosato.
Habitat & Distribuzione: Ampiamente diffuso in Europa e Italia, frequenta boschi maturi, campagna alberata e aree periurbane, stazionario con consistenti spostamenti migratori in alta quota.
Biologia & Alimentazione: Nidifica su alberi o scarpate, 2–3 uova, alimentazione granivora con bacche, cereali e semi.
Note venatorie: Caccia a volo battuto o appostamento. Attiva durante le prime ore del giorno e al tramonto.
Codone
⇒ SPECIE CACCIABILE
Nome Comune
Allodola
Nome scientifico
Alauda arvensis
(Ordine Passeriformi)
Dimensioni
Lunghezza 16-18cm
Peso 35-45 gr
Apertura alare 36 cm
Caratteristiche distintive
Ha un piumaggio bruno scuro con striature nere nella parte superiore, mentre il ventre e il sottocoda sono bianchi con sfumature gialle. Fortemente caratteristico è il ciuffo erettile, che mostra se allarmata. Altra caratteristica tipica è l’unghia dell’alluce molto allungata che viene usata nei combattimenti per la difesa del territorio di nidificazione.
Differenza tra i sessi
I due sessi sono difficilmente distinguibili. Il maschio, leggermente più grosso, ha la gola piatta, una macchia nera al centro della coda e uno sperone più lungo rispetto alla femmina.
Abitudini
L’allodola è un uccello gregario che vive piccoli branchi. Ha un volo potente e ondulato piuttosto caratteristico, in cui alterna battiti d’ala a chiusure d’ala. Vola spesso oltre i 100 metri da terra per poi scendere ad ali chiuse verso il terreno, dove trova riparo e alimentazione nelle grandi estensioni cerealicole, alternate a pascoli e prati.
E’ un uccello terragnolo (raramente si posa sugli alberi e nidifica a terra), tant’è che nel sud Italia è conosciuta con il nome di “terragnola”. A terra cammina e saltella agilmente tenendo il corpo in posizione orizzontale.
Alimentazione
L’allodola ha una alimentazione granivora e insettivora. Prevalentemente si ciba di semi di piante selvatiche o coltivate, di germogli e di foglie ma durante il periodo riproduttivo arricchisce la dieta con insetti e larve.
Riproduzione
Durante il periodo riproduttivo, che inizia ad aprile, il maschio compie una vera e propria parata nuziale volando sopra il territorio della cova fino ai 150 metri di altitudine con voli a spirale per poi discendere in ampi cerchi. A terra il maschio corteggia la compagna girandole attorno con un’ala cascante, tenendo erette le piume della testa e del collo e la coda spiegata. La femmina, che costruisce il nido da sola, nidifica in una depressione del terreno, covando dalle 3 alle 6 uova per 11-12 giorni, e solitamente effettua 2-3 covate all’anno. I piccoli, nutriti anche dal maschio, sono capaci di volare dopo circa 3 settimane dalla nascita e abbandonano il nido dopo 9-10 giorni.
Habitat, Distribuzione e Migrazione
L’allodola predilige gli habitat aperti e ha una forte associazione con tutti i tipi di terreni agricoli, ma non è insolito trovarla in prati, pascoli, steppe, marcite, dune e anche in ampie radure forestali.
La specie è distribuita come nidificante in Europa, Africa nord-occidentale e Asia. Le popolazioni del nord e dell’est Europa in autunno compiono breve migrazioni verso l’Europa meridionale e il Nordafrica per poi ritornare alla fine dell’inverno ai luoghi di nidificazione.
In Italia la specie è residente ed in parte erratica: le popolazioni del nord Europa sono di passo in ottobre-novembre ed in marzo-aprile.
Popolazione e Conservazione
In Europa, si stima una popolazione nidificante di 88.700.000-158.000.000 individui (circa il 30% della popolazione mondiale). Dopo le segnalazioni negli ultimi decenni di cali regionali, la popolazione europea è considerata in declino, sopratutto a causa della intensificazione agricola. Recenti ricerche indicano che le principali cause del declino sono i cambiamenti nella gestione dei pascoli, le moderne tecniche di coltivazione dei cereali (che riducono le opportunità di nidificazione e foraggiamento) e l’uso massiccio di pesticidi ed erbicidi.
Per questo sono richieste misure di conservazione su vasta scala, che includono il mantenimento della diversità delle colture, la riduzione nell’uso di fertilizzanti, diserbanti e pesticidi e il mantenimento delle stoppie durante l’inverno. Nel Regno Unito, si è constatato che il taglio e la coltivazione delle terre messe a riposo deve essere ritardata fino a luglio per evitare di distruggere i nidi.
Caccia all’allodola
L’allodola si caccia prevalentemente da appostamento, nei mesi di ottobre e novembre, con richiami vivi, specchietti e civette. Meno praticata in Italia, ma comunque affascinante è la caccia vagante al salto o alla “borrita”.
Cinghiale
⇒ SPECIE CACCIABILE
Nome Comune
Allodola
Nome scientifico
Alauda arvensis
(Ordine Passeriformi)
Dimensioni
Lunghezza 16-18cm
Peso 35-45 gr
Apertura alare 36 cm
Caratteristiche distintive
Ha un piumaggio bruno scuro con striature nere nella parte superiore, mentre il ventre e il sottocoda sono bianchi con sfumature gialle. Fortemente caratteristico è il ciuffo erettile, che mostra se allarmata. Altra caratteristica tipica è l’unghia dell’alluce molto allungata che viene usata nei combattimenti per la difesa del territorio di nidificazione.
Differenza tra i sessi
I due sessi sono difficilmente distinguibili. Il maschio, leggermente più grosso, ha la gola piatta, una macchia nera al centro della coda e uno sperone più lungo rispetto alla femmina.
Abitudini
L’allodola è un uccello gregario che vive piccoli branchi. Ha un volo potente e ondulato piuttosto caratteristico, in cui alterna battiti d’ala a chiusure d’ala. Vola spesso oltre i 100 metri da terra per poi scendere ad ali chiuse verso il terreno, dove trova riparo e alimentazione nelle grandi estensioni cerealicole, alternate a pascoli e prati.
E’ un uccello terragnolo (raramente si posa sugli alberi e nidifica a terra), tant’è che nel sud Italia è conosciuta con il nome di “terragnola”. A terra cammina e saltella agilmente tenendo il corpo in posizione orizzontale.
Alimentazione
L’allodola ha una alimentazione granivora e insettivora. Prevalentemente si ciba di semi di piante selvatiche o coltivate, di germogli e di foglie ma durante il periodo riproduttivo arricchisce la dieta con insetti e larve.
Riproduzione
Durante il periodo riproduttivo, che inizia ad aprile, il maschio compie una vera e propria parata nuziale volando sopra il territorio della cova fino ai 150 metri di altitudine con voli a spirale per poi discendere in ampi cerchi. A terra il maschio corteggia la compagna girandole attorno con un’ala cascante, tenendo erette le piume della testa e del collo e la coda spiegata. La femmina, che costruisce il nido da sola, nidifica in una depressione del terreno, covando dalle 3 alle 6 uova per 11-12 giorni, e solitamente effettua 2-3 covate all’anno. I piccoli, nutriti anche dal maschio, sono capaci di volare dopo circa 3 settimane dalla nascita e abbandonano il nido dopo 9-10 giorni.
Habitat, Distribuzione e Migrazione
L’allodola predilige gli habitat aperti e ha una forte associazione con tutti i tipi di terreni agricoli, ma non è insolito trovarla in prati, pascoli, steppe, marcite, dune e anche in ampie radure forestali.
La specie è distribuita come nidificante in Europa, Africa nord-occidentale e Asia. Le popolazioni del nord e dell’est Europa in autunno compiono breve migrazioni verso l’Europa meridionale e il Nordafrica per poi ritornare alla fine dell’inverno ai luoghi di nidificazione.
In Italia la specie è residente ed in parte erratica: le popolazioni del nord Europa sono di passo in ottobre-novembre ed in marzo-aprile.
Popolazione e Conservazione
In Europa, si stima una popolazione nidificante di 88.700.000-158.000.000 individui (circa il 30% della popolazione mondiale). Dopo le segnalazioni negli ultimi decenni di cali regionali, la popolazione europea è considerata in declino, sopratutto a causa della intensificazione agricola. Recenti ricerche indicano che le principali cause del declino sono i cambiamenti nella gestione dei pascoli, le moderne tecniche di coltivazione dei cereali (che riducono le opportunità di nidificazione e foraggiamento) e l’uso massiccio di pesticidi ed erbicidi.
Per questo sono richieste misure di conservazione su vasta scala, che includono il mantenimento della diversità delle colture, la riduzione nell’uso di fertilizzanti, diserbanti e pesticidi e il mantenimento delle stoppie durante l’inverno. Nel Regno Unito, si è constatato che il taglio e la coltivazione delle terre messe a riposo deve essere ritardata fino a luglio per evitare di distruggere i nidi.
Caccia all’allodola
L’allodola si caccia prevalentemente da appostamento, nei mesi di ottobre e novembre, con richiami vivi, specchietti e civette. Meno praticata in Italia, ma comunque affascinante è la caccia vagante al salto o alla “borrita”.
Cesena
⇒ SPECIE CACCIABILE
(Turdus pilaris L.)
Marvizzu Impiriali, Re ri marvizzi
Ordine: PASSERIFORMI
Famiglia: TURDIDI
Lunghezza 27,5- Ala 14,5- Becco 2,3 – Tarso 3,3.
In Sicilia, specie di passo regolare. Arriva nel tardo autunno e nell’inverno.
Descrizione: si nota subito dalla grande statura. Testa, groppone e sopraccoda, cenerini, marrone le altre parti superiori; fulvo di sotto ma con regolari macchie nere; bianco al centro dell’addome; piedi neri. Più pallida nei colori la femmina.
Ambiente: boschi di conifere, prati e pianure alberate.
Cibo: insetti, lombrichi, molluschi, bacche di ginepro che ne profumano le carni.
Riproduzione: nido a coppa fatto con erbe e fango. Depone da aprile a luglio (Scandinavia) 5-6 uova, incubate dalla femmina per 13-14 gg
Comportamento: nel periodo di riproduzione è rumorosa e ardita, d’inverno è schiva e sospettosa. Passa la notte sul terreno o sugli alberi in branchi. Vola in alto, chiudendo ogni tanto le ali.
Caria: non è oggetto di una caccia speciale e spesso si abbatte nei bo- schi, cacciando la beccaccia.
Canapiglia
⇒ SPECIE CACCIABILE
(Anas strepera L.)
Irbaiola, Ervalora
Ordine: ANSERIFORMI
Famiglia: ANATIDI
Lunghezza cm. 50-Ala 26,0-28,2- Becco 3,8-4,6-Tarso 3,4 -4,0.
In Sicilia, di passo irregolare dall’autunno alla primavera. Rara.
Descrizione: Maschio: parte superiore bruna con fasce ondulate biancastre; vertice e nuca rossicci; specchio alare bianco; sopraccoda e sottocoda nero vellutato; addome bianco; gambe e piedi giallo aranciati. In giugno, mantenendo il colore castagno delle medie copritrici, assume l’abito della femmina.
Femmina: bruno-nerastra con bordi fulvastri, senza castagno. Statura minore del maschio.
Ambiente: laghi, stagni, fiumi, piuttosto che acque salmastre.
Cibo: è onnivora; erbe acquatiche, alghe, semi, insetti, vermi, ecc.
Riproduzione: nido sul terreno di piumino scuro con erbe e semi. Depone, da maggio a giugno, mediamente da 8 a 12 uova ovali fulve, incubate dal- la femmina per 27-28 gg. Una sola covata.
Comportamento: timida e poco scaltra, il giorno sta nascosta in silenzio e migra durante la notte, emettendo un grido particolare. Si associa ad altre specie affini.
Caccia: la caccia è come quella delle altre anatre, tenendo conto che ha un volo più rapido e che si tuffa di frequente.
Beccaccino
⇒ SPECIE CACCIABILE
(Capella gallinago gallin. L.)
Beccaccinu Accirotta Accirittuni
Ordine: LIMICOLI
Famiglia: CARADRIDI
Lunghezza cm. 26 – Ala 13 – Becco 7 – Tarso 3,2.
In Sicilia, di passo regolare dal settembre all’aprile.
Descrizione: la tonalità dei colori e le dimensioni sono varie. Il becco, bruno scuro e rossastro alla base, è più lungo della testa e gli occhi, dall’iride nerastra sono situati nella parte posteriore del cranio; la gola ed il mento han- no tinta fulviccia con macchie nere a forma di lancia; il ventre è bianco e le copritrici della coda, fulve larvate di scuro, le più lunghe con il margine bianco. Gambe e piedi sono di un verdastro pallido. Sessi simili.
Ambiente: vive solitario o in coppia fra i canneti e i giunchi di paludi, stagni, acquitrini, anche nei campi di grano allagati.
Cibo: “succhia” dal terreno, con il lungo becco, vermi, larve, insetti ecc. Riproduzione: costruisce il nido vicino all’acqua ed al fango. Compie voli nuziali. Depone, da aprile in poi eccezionalmente in luglio e agosto, da tre a sei uova, talora due volte all’anno, ovali o a forma di pera, di colore vario; sono covate dalla sola femmina per 19-20 gg.
Comportamento: si leva fulmineamente con volo basso e «zigzagato», emettendo un particolare grido; prima di atterrare compie un largo giro. Si posa anche sugli alberi. D’inverno non si lascia avvicinare facilmente. È in grado di trasportare i piccoli. Migra di notte.
Caccia: è la notissima “freccia alata” delle zone umide e, pertanto, avendo un volo rapido, la sua caccia è una delle più difficili. Si caccia con o sen- za il cane, nelle paludi con acqua alta non più di quattro-cinque dita.
Beccaccia
⇒ SPECIE CACCIABILE
(Scolopax rusticola rustic. L.)
Addazzu, ladduzzu
Ordine: LIMICOLI
Famiglia: CARADRIDI
Lunghezza cm. 34/42- Ala 19,5 – Becco 7 – Tarso 3,6.
Di passo. Si trova da ottobre sino oltre febbraio.
Descrizione: le sue principali caratteristiche fisiche sono il becco più lungo della testa (cm. 7/8 all’incirca), dritto, morbido, scuro nella punta e, poi, gli occhi, grandi e con l’iride bruno-nerastra, collocati nella parte posteriore della testa. Di sopra è di un colore rosso-fulvo striato di scuro; di sotto è grigia con fasce scure trasversali; le remiganti primarie sono nere con macchie giallicce.
Ambiente: di giorno sta nel folto dei boschi, la sera se ne va nei macchio- ni e in luoghi paludosi o coltivati, dal terreno molle.
Cibo: insetti, lombrichi, piccoli semi, bacche, ecc. che cerca immergendo il lungo becco nel terriccio molle dove lascia caratteristici fori e larghe “fatte” biancastre diluite, con un punto nero più valido al centro.
Riproduzione: il possesso della femmina genera nei maschi duri combatti- menti. I maschi compiono il caratteristico volo nuziale. Costruiscono il ni- do nei boschi, sino a 3000 m. di altitudine, da metà marzo a giugno, in una buca del terreno foderata di erbe, deponendo da 3 a 4 uova. Le covate sono una o due; la sola femmina cura l’incubazione che dura 20-22 gg. e provvede all’allevamento dei piccoli.
Comportamento: solitaria e scaltra, non si posa sugli alberi. Riesce a trasportare i piccoli. Il suo volo, nel levarsi, è fragoroso.
Caccia: si caccia con il cane da ferma, al cui collo si mette un sonaglio perché il cacciatore possa seguirlo con l’udito nel folto delle macchie, nei boschi, nelle zone dove altri anni si è riscontrata, anche lungo i fiumi.
Alzavola
⇒ SPECIE CACCIABILE
(Anas crecca crecca L)
Trizzarola, Papardedda, Trizzena, Trizzotta
Ordine: ANSERIFORMI
Famiglia: ANATIDI
Lunghezza media cm. 36 – Ala 18 – Becco 3 – Tarso 2,8.
In Sicilia, di passo regolare in settembre-ottobre e marzo-aprile.
Descrizione: Maschio: testa e collo rosso castagno; dalla nuca al becco, le parti laterali della testa sono di colore verde metallico con bordo bianco-fulvastro; sul dorso, un grigio formato da ondulazioni nere e bianche; groppo- ne, sopraccoda e sottocoda sono neri; su ciascun lato del sottocoda vi è una parte giallo paglia; nelle ali, la parte superiore è verde, mentre la inferiore è nero-azzurra con margine finale bianco; macchie nere sul petto; il becco è grigio scuro; le gambe e i piedi, grigio-verdastri; l’iride è scura. Femmina: la parte superiore è bruno-nerastra e le penne hanno un margine rossastro. Di sotto è biancastra con macchie scure sul petto, sui lati e nel sottocoda. Il becco è scuro, alla base inferiore giallo; gambe e piedi bruno lavagna.
Ambiente: corsi d’acqua e paludi, in branchi.
Cibo: si nutre di vegetali, molluschi, insetti, specialmente di notte. Riproduzione: prepara il nido in maggio, nella vegetazione degli stagni. Il colore delle uova, che depone in numero di 8-15, è bianco-giallastro;
scovano dopo 22 gg, di incubazione, curata dalla femmina.
Comportamento: è in grado di sollevarsi dall’acqua, quasi in verticale; il suo volo è rapido. Si ciba solitamente di notte e generalmente non s’immerge, salvo i giovani in caso di pericolo. Migra in branco compatto o in lince.
Caccia: uccello confidente e mite. Crede ai richiami. Si caccia sui laghi e sui fiumi e all’aspetto, tenendo conto che durante il giorno si riposa, anche in stuoli numerosi, sul mare.










